domenica 15 settembre 2013

CYBER-ATTACCO

1° Cyber-attacco ad una grande azienda italiana, Alpitour: "Risolto!"


1° Cyber-attacco ad una grande azienda italiana, Alpitour: "Risolto!"
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Roma - Sono arrivati anche in Italia. Dopo Associated Press, Burger King, Dodge, New York Times, adesso è una grande azienda italiana, la Alpitour, a subire un attacco informatico attraverso un social network. Sono i primi casi al mondo, ma per gli esperti potrebbe essere solo l'inizio di un fenomeno che sempre di più potrebbe vedere coinvolta la criminalità organizzata. Il profilo Facebook del Gruppo Alpitour, con 120.000 'amici' che seguono le pagine Viaggidea, Francorosso, Villaggi Bravo e Alpitour, è stato violato cyber-criminali che pare abbiano rubato informazioni sui clienti del colosso turistico. 

E' accaduto la sera dell'11 settembre e, secondo gli esperti, l'organizzazione criminale responsabile dell'attacco è sicuramente straniera. Inizialmente sono state rubate le credenziali degli amministratori dei profili Facebook dell'azienda e quindi sono stati postati annunci in italiano che pubblicizzavano viaggi inesistenti. Cliccando sugli annunci, link apparentemente innocui indirizzavano su pagine web che contenevano programmi pericolosi, progettati per impadronirsi delle coordinate bancarie di chi fa acquisti online. 

Il gruppo turistico italiano, il giorno dopo l'attacco, si è affrettato a scrivere su Facebook: ''Vi informiamo che la scorsa notte le pagine Viaggidea, Francorosso, Villaggi Bravo e Alpitour hanno subito un attacco da parte di alcuni hacker che hanno preso il controllo sulla pubblicazione dei contenuti e sulle risposte ai vostri messaggi. Pertanto tutto ciò che viene pubblicato su tali pagine non è da associare al Gruppo Alpitour. Stiamo lavorando con il team di Facebook affinchè la normalità venga ripristinata il prima possibile!''. 

Secondo gli esperti l'attacco è durato oltre 48 ore e rilevano che '' il tempo, sui social media, è un moltiplicatore esponenziale del danno''. Per Raoul Chiesa, dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (Enisa) e del comitato direttivo dell'Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit) ''siamo solo all'inizio''. 

"Bisogna considerare che il livello di sicurezza dei profili Facebook è lo stesso per chiunque e che 'per la cyber-criminalità i profili più appetibili sono quelli che hanno il maggior numero di follower'', ha aggiunto Chiesa. Il fenomeno è appena all'inizio anche per Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di riferimento del Clusit per i social network: ''questa dinamica di attacco, che sfrutta la notorietà di un marchio famoso per colpire i suoi utenti, si sta diffondendo sempre più per la sua relativa facilità e per gli alti guadagni che consente ai cyber criminali, ed interessa ormai anche l'Italia''. Secondo il Clusit, infatti, già dal 2012 gli attacchi informatici sui social media erano aumentati del 900% rispetto al 2011 ed i dati del primo semestre 2013 confermano questa tendenza.

QUANDO SI PENSA TROPPO AI SOLDI...

Ucciso nella sua bottega, gli investigatori vicini all'assassino


Ucciso nella sua bottega, gli investigatori vicini all'assassino
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Milano - Sviluppi sul caso dell'omicidio di Parviz Gorjian, l'iraniano commerciante di tappeti e pietre preziose, ucciso giovedì sera nel suo magazzino di piazza Tripoli. Le telecamere posizionate accanto all'ingresso del deposito, poco sopra la porta, hanno ripreso la sagoma di un uomo. I militari del nucleo investigativo stanno lavorando sulla sua identità. Secondo gli investigatori, chi è entrato al civico 7 conosceva bene Parviz, 79 anni e una vita irreprensibile. E con tutta probabilità, con lui, aveva un appuntamento. 

Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi giorni di vita del commerciante attraverso lo studio dei tabulati telefonici e gli appuntamenti sull'agenda che l'uomo annotava scrupolosamente. Una vita abbastanza metodica quella di Parviz Gorjian, quasi ogni giorno si recava nel seminterrato-ufficio con la metropolitana, anche se non aveva orari fissi. Giovedì deve avere incontrato il suo assassino nel pomeriggio, direttamente in ufficio. 

Gorjian pare gli abbia aperto la porta e poi la discussione sfociata nell'aggressione rabbiosa. I carabinieri hanno un'altra certezza. Chi lo ha assalito lo voleva uccidere. Lo dimostrano la quantità di colpi inferti sul corpo dell'uomo. Tanti, al punto da fracassargli la testa e procuragli una forte fuoriuscita ematica. I segni delle botte sono comunque dappertutto. 

Descritto da quanti lo conoscevano, come un uomo elegante, raffinato, quel giorno indossava un completo spezzato marrone, giacca e cravatta erano però la sua uniforme, anche quando non doveva incontrare clienti. Altra certezza. Di tracce lasciate dall'assassino ce ne sono tante. A partire dal dna, che può aiutare nell'ipotesi di un confronto con un eventuale sospettato, poi ci sono le tracce genetiche. 

Il luogo del delitto è stato analizzato senza timori di contaminazioni. Quando i carabinieri sono arrivati in piazza Tripoli l'uomo era morto da qualche ora e fino alle sei del mattino, prima della chiamata al 118, hanno repertato in maniera scrupolosa. L'assassino non doveva essere un professionista, questo rende più facile le indagini, perché chi agisce d'impulso lascia spesso la firma. I carabinieri da subito si sono concentrati sulla pista degli affari. Una lite per motivi economici. Parviz commerciava ancora, dopo la chiusura del negozio storico in via Bande Nere. Era anche un'esperto perito di tappeti pregiati, per acquisti importanti o aste.

MACEF FINITO

Il Macef da gennaio si trasforma e diventa Homi


Il Macef da gennaio si trasforma e diventa Homi
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Da gennaio il Macef si chiamerà Homi. E' il nuovo progetto di Fiera Milano dedicato alla persona e all'ambiente in cui vive. Fiera Milano racconterà la persona, il suo ambiente e le sue abitudini attraverso un percorso dinamico, nato intorno al concetto di satellite. Il format ispirerà le 10 aree espositive presenti, che rappresentano altrettante visioni dell'abitare e del vivere: tendenze per la casa indoor e outdoor, idee per valorizzare il giorno e la notte, soluzioni per sperimentare e condividere il benessere. 

Homi stabilirà un nuovo rapporto virtuoso con il pubblico, guidandolo alla scelta in modo dinamico e fluido. La sua immagine farà diventare Homi la guida innovativa al business nel settore casa per tutti gli operatori. 

Al centro dell'attenzione un nuovo negozio ideale, allestito per temi trasversali, in grado di ampliare le occasioni di business grazie a nuovi territori di incontro tra espositori e compratori. L'arte del vivere protagonista di Homi sara' presto anche un progetto internazionale di Fiera Milano.

PECORE A MILANO

Pecore in Piazza Duomo, è l'ultima trovata di Woolmark


Pecore in Piazza Duomo, è l'ultima trovata di Woolmark
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Chi passerà oggi da piazza del Duomo si troverà davanti uno spettacolo insolito. All'ombra della celebre Madonnina, troverà a pascolare un gregge di pecore, proprio nel pieno centro di Milano. Woolmark, il marchio che fa capo alla Awi-Australian wool innovation che tutela la lana merino nel mondo, ha infatti installato nelle piazza milanese alcuni esemplari delle sue pecore. 

L'iniziativa segna lo sbarco in Italia, nell'ambito della settimana della lana, di Campaign for wool, il programma mondiale di promozione della lana come fibra eco-sostenibile patrocinata dal principe Carlo d'Inghilterra. 

Gli animali stazioneranno solo oggi ai piedi del Duomo di Milano, ma la campagna durerà fino al 16 settembre con un serie di installazioni artistiche ospitate dalle vetrine de La Rinascente con l'obiettivo di raccontare la qualità della lana Merino. 

Campaign for wool è stata ufficialmente lanciata nell'ottobre del 2010 con un evento che ha visto trasformare la storica via dei sarti Savile Row a Londra in un pascolo su cui brucavano cinquanta pecore. Oltre 100 aziende hanno partecipato alla Wool Week e migliaia di consumatori sono stati coinvolti in una serie d'iniziative, come il lavoro a maglia o la lavorazione del feltro. S 

i sono viste persino alcune pecore gialle in coda davanti al grande magazzino Selfridges in Oxford Street.Il 2011 ha visto il lancio di Wool Modern, una mostra inaugurata dal Principe Carlo d'Inghilterra che racchiudeva il meglio in fatto di moda e design in lana. L'esibizione comprendeva lavori di stilisti di grande prestigio, quali Yves Saint Laurent, Alexander McQueen e Vivienne Westwood. 

Oltre all'Inghilterra, The Campaign for Wool è stata inoltre presentata su alcuni importanti mercati internazionali: Australia, Spagna, Olanda, Germania, Norvegia, Giappone, Corea, Cina e Francia. 
Con il 2013 la campagna sbarca in India, Turchia e appunto in Italia.

sabato 14 settembre 2013

EXPO2015

Expo 2015, Visita lampo al cantiere di Letta


Expo 2015, Visita lampo al cantiere di Letta
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Milano - A sorpresa il presidente del Consiglio Enrico Letta ha visitato i cantieri sul sito Expo 2015. Questo blitz di 36 ore la dice lunga sull'importanza dell'evento per l'Italia e per il Governo. Letta ha voluto verificare di persona l'avanzamento dei lavori sul sito. 

Il presidente del Consiglio guarda con fiducia al Primo maggio 2015, data di apertura dell'Esposizione milanese. Il governo lavora perché sia dato tutto l'aiuto possibile. 

"Ho toccato e verificato con mano che i tempi saranno rispettati". Le prossime scadenze sono il 20 settembre, incontro con le parti sociali sui contratti, il 24-25 e 26 per promuovere Expo alla sessione annuale dell'Onu a New York, e incontro con i 132 Paesi partecipanti a Torino il 3 e 4 ottobre. 

"Hanno confermato circa 60 Paesi con un padiglione proprio, a Shanghai erano 42". "Sarà un evento fondamentale, farà crescere Pil e lavoro, darà un'immagine positiva dell'Italia e Dio sa quanto c'è bisogno di dare un'immagine positiva dell'Italia al mondo". Letta ha poi incontrato il presidente della Regione Roberto Maroni, con il quale ha fatto il punto sui lavori per le infrastrutture collegate all'Expo.

MALASANITA'

Roma, bimba leucemica muore durante intervento chirurgico


Roma, bimba leucemica muore durante intervento chirurgico
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Roma - Errore o Evento avverso? Saranno le inchieste aperte a stabilirlo. Una bimba di di due anni e mezzo, ricoverata all'ospedale Tor Vergata di Roma, è morta ieri durante un intervento chirugico. 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e i carabinieri del Nas hanno sequestrato la cartella clinica della bambina. Dopo essere stato informato, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha attivato una commissione di inchiesta. Dell'accaduto è stata informata anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Anche l'ospedale ha aperto una indagine interna «per verificare le eventuali responsabilità professionali». 

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la bambina, malata di leucemia, mercoledì era ricoverata nel reparto di Ematologia e doveva essere sottoposta ad un trapianto di midollo. Qualcosa di molto grave è andato storto. Il sospetto, ancora da verificare, è che possa trattarsi di un drammatico errore umano. Una "manovra errata" nel corso di una trachetomia, vale a dire l'incisione chirurgica della parte frontale del collo per aprire una nuova via respiratoria. La nota del Policlinico parla genericamente di "evento avverso".

MORTI BIANCHE

Morto anche il terzo operaio ferito alla Ilsap Biopro


Morto anche il terzo operaio ferito alla Ilsap Biopro
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Lamezia Terme - Anche il terzo operaio coinvolto nell'esplosione di un silos in uno stabilimento industriale del lametino è morto. Enrico Amati, di 47 anni, di Sinalunga (Siena) era rimasto gravemente ustionato a causa di un'esplosione di un silos avvenuta ieri pomeriggio alla Ilsap Biopro, che aveva causato la morte di altri due suoi colleghi. L'operaio è deceduto nell'ospedale di Catanzaro dove era stato ricoverato con ustioni sul 90% del corpo. 

Le condizioni di Amato erano apparse subito gravissime, tanto che era stato ricoverato a Catanzaro per l'impossibilità di trasportarlo in un centro gradi ustionati. 
Nell'esplosione del silos hanno perso la vita altri due operai, Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, entrambi di 32 anni.