Preso in Canada il boss Bruzzese
Il boss Carmelo Bruzzese, figura di spicco della 'ndrangheta calabrese, è stato arrestato a Toronto, in Canada. Era sfuggito alla cattura nel 2010 nell'ambito dell'operazione Crimine. Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe avuto un ruolo di primo piano nei rapporti tra le strutture 'ndranghetiste lombarde, piemontesi e calabresi.
Bruzzese, in seguito a delle verifiche sulla pericolosità del soggetto svolte in collaborazione con le autorità italiane, è stato fermato per una violazione della legge sull'immmigrazione. Controlli necessari al fermo poiché le autorità canadesi non potevano disporre della misura cautelare emessa dal Gip italiano (che si appellava al reato di associazione mafiosa).
Nell'ambito dell'indagine "Crimine", condotta tra il 2008 e il 2010, Carmine Bruzzese, capo della cosca di Grotteria, era stato individuato come un esponente di spicco della mafia calabrese. Era emerso che il boss aveva partecipato ad alcune delle più importanti riunioni che portarono alla nomina del capo Domenico Oppedisano, agendo in stretto raccordo con il sidernese Giuseppe Commisso (ù Mastro) e con Rocco Aquino, quest'ultimo capo 'locale' di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), anche lui fuggito alla cattura e poi arrestato dai carabinieri il 10 febbraio 2012, così come i suoi due fratelli, latitanti, Giuseppe e Domenico Aquino.
Inoltre, Bruzzese avrebbe ricoperto un importante ruolo di collegamento tra le ndrine che operano in Piemonte e in Lombardia e la base calabrese "venendo coinvolto - sostengono gli investigatori - nelle decisioni di maggior rilievo, nonché per le nuove affiliazioni".
Nei prossimi giorni verrà avviato in Canada il procedimento di espulsione.
Bruzzese, in seguito a delle verifiche sulla pericolosità del soggetto svolte in collaborazione con le autorità italiane, è stato fermato per una violazione della legge sull'immmigrazione. Controlli necessari al fermo poiché le autorità canadesi non potevano disporre della misura cautelare emessa dal Gip italiano (che si appellava al reato di associazione mafiosa).
Nell'ambito dell'indagine "Crimine", condotta tra il 2008 e il 2010, Carmine Bruzzese, capo della cosca di Grotteria, era stato individuato come un esponente di spicco della mafia calabrese. Era emerso che il boss aveva partecipato ad alcune delle più importanti riunioni che portarono alla nomina del capo Domenico Oppedisano, agendo in stretto raccordo con il sidernese Giuseppe Commisso (ù Mastro) e con Rocco Aquino, quest'ultimo capo 'locale' di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), anche lui fuggito alla cattura e poi arrestato dai carabinieri il 10 febbraio 2012, così come i suoi due fratelli, latitanti, Giuseppe e Domenico Aquino.
Inoltre, Bruzzese avrebbe ricoperto un importante ruolo di collegamento tra le ndrine che operano in Piemonte e in Lombardia e la base calabrese "venendo coinvolto - sostengono gli investigatori - nelle decisioni di maggior rilievo, nonché per le nuove affiliazioni".
Nei prossimi giorni verrà avviato in Canada il procedimento di espulsione.
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