sabato 18 maggio 2013

Concordia

Concordia, la procura di Grosseto indaga anche sul Cda della Costa Crociere


Concordia, la procura di Grosseto indaga anche sul Cda della Costa Crociere

Grosseto - Per il naufragio della Concordia sarebbero indagati anche cinque componenti del cda di Costa Crociere. Per loro si ipotizza il concorso in reati di cui sono accusati Schettino e gli altri imputati. 
Si tratta di un'inchiesta della procura di Grosseto, che specifica essere "un atto dovuto", separata da quella che ha portato al procedimento già in corso e scaturita da una denuncia contro i vertici di Costa Crociere e Carnival Corporation, presentata a metà aprile da un pool di avvocati che tutela alcune decine di naufraghi. 

La procura ha avviato indagini sul solo cda di Costa Crociere che era in carica il 13 gennaio 2012, quando avvenne l'incidente al Giglio. Riguardo a Costa spa, la denuncia-querela è stata presentata alla procura per accertare eventuali corresponsabilità del presidente di Costa Crociere Pierluigi Foschi, del vicepresidente Arison Michael Meyer (che risulta anche ai vertici di Carnival), degli amministratori Howard Steven Frank, Nicola Giacomo Costa e David Louis Bernstein.

Bari rissa

Bari: violenta rissa al Centro accoglienza: quattro feriti


Bari: violenta rissa al Centro accoglienza: quattro feriti

Bari - Paura al Centro accoglienza richiedenti asilo di Bari-Palese. La notte scorsa, intorno alle 23, è scoppiata una violenta rissa tra immigrati. Un immigrato di 25 anni, del Pakistan, è rimasto ferito in maniera grave ed è ora ricoverato all'ospedale 'San Paolo' in prognosi riservata ma non in pericolo di vita a causa di una ferita di arma da taglio. 

Altri due feriti, più lievi, sono ricoverati nell'ospedale 'Di Venere' di Carbonara, uno con traumi alle gambe e l'altro alla fronte. Un quarto immigrato si trova al Policlinico con ferite al volto. Si tratta di un altro pakistano, di un iracheno e di un afghano. 

Secondo le prime indiscrezioni, la rissa è stata provocata presumibilmente da contrasti tra gruppi appartenenti a etnie diverse. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, che procede con le indagini. I quattro feriti sono stati tutti denunciati a piede libero per rissa. 

Il ferito più grave ha riportato una una ferita lacero-contusa al torace. Tre di loro si trovano ancora ricoverati, un quarto e' stato medicato e dimesso. La rissa e' iniziata intorno alle 21,30 e avrebbe coinvolto esclusivamente i quattro immigrati denunciati.

Anonymus

Decapitato il vertice italiano di Anonymus, 4 hackers in manette


Decapitato il vertice italiano di Anonymus, 4 hackers in manette

Roma - Decapitato il il vertice italiano del movimento internazionale denominato 'Anonymous'. Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale ha arrestato 4 hacker con l'accusa di aver compiuto attacchi nei confronti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero della Difesa, della Polizia, dei Carabinieri, delle Capitanerie di Porto; e ancora della Banca d'Italia, di Equitalia, di Trenitalia, dell'Università Luiss di Roma, dell'Enel, della Siae, del comune di Torino. 

Sono stati concessi gli arresti a tutti i quattro pirati informatici: un 34enne di Lecce, un 20enne originario della provincia di Bologna, un 28enne della provincia di Venezia e un 25enne della provincia di Torino. Altre sei persone sono invece state denunciate a piede libero. Sequestrato materiale informatico in varie città italiane (Venezia, Bologna, Roma, Torino, Lecce e Ancona). 

Secondo gli inquirenti della procura di Roma, i quattro utilizzavano il marchio dell'organizzazione internazionale quasi "in esclusiva" sul territorio italiano non solo per perseguire le istanze del movimento, ma, in alcuni casi, anche per fini personali. Dopo aver compiuto gli attacchi dei siti di istituzioni e aziende private, arrivavano ad offrire alle vittime la propria consulenza informatica per riparare i danni che loro stessi avevano creato. Dopo essere riusciti a violare i sistemi informatici, mettevano a disposizione della rete i dati che erano riusciti a carpire, creando anche seri danni economici alle società. 

Gli hackers lavoravano come informatici di giorno, mentre la notte si dedicavano all'attività di hackeraggio. Una doppia vita che li rendeva insospettabili persino ai familiari. Uno, minorenne all'epoca dei fatti, era uno studente modello; un altro era stato intervistato nel corso di un servizio della trasmissione Le Iene, andato in onda il primo marzo del 2012. Il giovane, con il volto coperto dalla maschera del personaggio del film "V per vendetta", asseriva di aver compiuto un'intrusione informatica ai danni della società Vitrociset, azienda italiana che gestisce siti delle forze dell'ordine.


Papa Francesco

Francesco si scaglia contro il sistema economico: "Sta producendo solo paura e disperazione"


Francesco si scaglia contro il sistema economico: "Sta producendo solo paura e disperazione"

Roma - Papa Francesco, in un discorso rivolto ad alcuni ambasciatori che hanno presentato oggi le lettere credenziali, ha attaccato ancora lo spietato sistema economico e politico vigente nel mondo che sta producendo paura e disperazione, offuscando i cuori della maggior parte delle persone. 
"Va riconosciuto che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continuano a vivere in una precarietà quotidiana con conseguenze funeste". ha detto Francesco. 

"La paura e la disperazione prendono i cuori di numerose persone, anche nei paesi cosiddetti ricchi, la gioia di vivere va diminuendo, l'indecenza e la vilenza sono in aumento, la povertà diventa più evidente", ha denunciato ancora Sua Santità. 

''Alcune patologie - ha sottolineato il Papa - aumentano, con le loro conseguenze psicologiche; Si deve lottare per vivere, e spesso per vivere in modo non dignitoso''. ''Una delle cause di questa situazione, a mio parere, - ha aggiunto Bergoglio - sta nel rapporto che abbiamo con il denaro, nell'accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre societa'''. 

''Il denaro deve servire e non governare''. ''Il Papa ama tutti, ricchi e poveri ma ha il dovere, in nome di Cristo, di ricordare al ricco che deve aiutare il povero, rispettarlo, promuoverlo''. Il papa della gente ha così esortato alla solidarieta' e al ritorno dell'etica in favore dell'uomo nella realta' finanziaria ed economica. 

Francesco mette in guardia dal pericolo dei nuovi idoli: "Nella negazione del primato dell'uomo abbiamo creato nuovi idoli". "L'adorazione dell'antico vitello d'oro ha trovato una nuova e spietata immagine nel feticismo del denaro e nella dittatura dell'economia senza volto ne' scopo realmente umano. Si instaura cosi' una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole", ha concluso l'amato papa Francesco.


Terremoto

Il terremoto che colpì l'Aquila poteva essere previsto


Il terremoto che colpì l'Aquila poteva essere previsto

L'Aquila - Oggi sono state depositate le motivazioni sulla sentenza di condanna di 4 imputati e assoluzione di altrettanti, nell'ambito dell'inchiesta sul terremoto dell'Aquila che portò al crollo tra gli altri della Casa dello studente. Secondo il giudice del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, il sisma "non era affatto imprevedibile". 

Il gup Grieco, inoltre, sostiene che nel crollo della 'Casa dello studente' "i tecnici hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni". E' quanto emerge, tra l'altro nelle motivazioni della sentenza emessa il 16 febbraio scorso con la quale sono stati condannati tre dei quattro tecnici che gestirono la ricostruzione della struttura alla pena di 4 anni, Berardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rosicone. 

Il giudice inoltre ha motivato la condanna a due anni e mezzo del tecnico dell'Azienda per il diritto allo studio che gestisce l'immobile, Pietro Sebastiani, affermando che "non ha provveduto a fare il collaudo statico dell'immobile". Nella vicenda della 'Casa dello studente' avvenuta in occasione del sisma del 6 aprile 2009 morirono 8 giovani. Per tutti gli imputati l'accusa è di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.

Boss

Rosarno, si costituisce il boss Pesce: forse la decisione dopo l'arresto della moglie


Rosarno, si costituisce il boss Pesce: forse la decisione dopo l'arresto della moglie

Rosarno - Il boss latitante Giuseppe Pesce, reggente della cosca Pesce della 'ndrangheta, si e' costituito ai carabinieri a Rosarno. E' accusato di associazione mafiosa. 

Giuseppe Pesce era latitante da tre anni perche' ricercato nell'ambito dell'operazione All Inside fatta dai carabinieri contro la cosca Pesce. Nel processo, conclusosi il 3 maggio scorso, Giuseppe Pesce e' stato condannato a 16 anni di reclusione per associazione mafiosa. 

Pesce, figlio di Antonino e fratello di Francesco, detto "Ciccio Testuni", potrebbe aver deciso di costituirsi dopo l'arresto della moglie, Ilenia Bellocco, finita ai domiciliari lo scorso 6 maggio perché avrebbe aiutato il marito latitante. 
Il latitante si e' presentato stasera ai carabinieri della caserma di Rosarno ed e' stato subito trasferito nel carcere di Palmi.

No Tav

I No Tav diventano pericolosi ed è affare di Stato, la Digos indaga


I No Tav diventano pericolosi ed è affare di Stato, la Digos indaga

Non si fermano gli attivisti No Tav. Due notti fa hanno assalito il cantiere della Tav in Val Susa, ieri sono comparse su un blog legato al loro movimento, accuse gravi e minacce nei confronti dei lavoratori del cantiere. Su Maverick news, infatti, in un post del 14 maggio gli operai della Tav vengono definiti dei "crumiri" che con "la loro scelta egoista" si mettono "fuori dalla loro comunità". "La loro scelta egoista - si legge sul blog - li condanna meritatamente ad una difficile convivenza con il territorio". La Digos indaga. 

Forti le accuse agli operai, responsabili, secondo Maverik news, "di essersi venduti per trenta denari" e di essersi "macchiati di comportamenti abbietti e antisolidali". Poi sono stati anche apostrofati come "CRUMIRI che non hanno mai avuto vita facile. Lo sa chiunque abbia mai visto un picchetto di fabbrica. Non per niente a proteggere i crumiri ci hanno sempre pensato la polizia e i corpi armati dello Stato, anch'essi grandi 'lavoratori' che sovente e volentieri si sono macchiati di eccessi". 

L'establishment "ha creato l'icona del 'lavoratore', universale e interclassista", prosegue ancora il blog no tav, che di fatto non fa distinzioni e che permetterebbe, secondo l'autore - Fabrizio Salmoni -, di confondere le acque e di creare un "operaismo" in mala fede. Ora la Digos e il Tribunale di Torino stanno raccogliendo elementi per valutare in sede legale il post pubblicato su Maverik news.

Tenta il suicidio

Roma, 60enne tenta il suicidio buttandosi in un posto artesiano


Roma, 60enne tenta il suicidio buttandosi in un posto artesiano

Roma - Si butta in un pozzo artesiano ma viene salvata ai pompieri e dal soccorso alpino fluviale. E' successo stamani a Roma ad una 60enne - che soffre di depressione ed è in cura con dei farmaci - ha scritto un biglietto d'addio prima di lanciarsi nel pozzo all' interno della sua proprieta' ad Acilia, secondo quanto accertato dai carabinieri di Ostia. E' stata la figlia della donna, che vive con lei, a dare l'allarme. 

Il salvataggio è stato piuttosto complesso. Un vigile del fuoco si è dovuto calare in posizione verticale nel pozzo, largo appena 40 centimetri all'altezza del chiusino e 80 centimetri nel punto piu' largo, secondo quanto si apprende. La donna è stata raggiunta a una profondità di almeno 20 metri, imbracata e tirata su fino all'esterno.

Picconatore 3

Ghanese che aggredì passanti a picconate, sale a due il triste bilancio delle vittime


Ghanese che aggredì passanti a picconate, sale a due il triste bilancio delle vittime

Milano - Purtroppo si aggrava il bilancio della folle aggressione avvenuta sabato mattina all'alba in periferia di Milano: le vittime salgono a due. A perdere la vita sotto i colpi di piccone del ghanese Mada Kabobo è stato anche il 21enne Daniele Carrella, di cui è stata dichiarata la morte celebrale. Intorno alle dodici di questa mattina i medici hanno dato l'annuncio ai familiari della vittima che hanno acconsentito alla donazione degli organi. 

Si dovrà attendere sei ore però per dichiararne il decesso ufficiale. Il 21enne venne colpito sabato mattina da diversi colpi di piccone. Era in piedi sul marciapiede di via Monte Rotondo quando venne stato assalito. 

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, Carrella fu vigliaccamente aggredito alle spalle non riuscì a mettersi in fuga rimanendo colpito quattro volte alla testa, al fianco, al torace e alla spalla. Portato subito in ospedale venne sottoposto ad un intervento chirurgico durato fino alle ventuno della sera stessa. Il passaggio poi al reparto di neurorianimazione con una prognosi gravissima. 

Il ragazzo era già in coma e le sue condizioni sono andate via via peggiorando durante la notte. Rimaste stabili ieri tutto il giorno, avevano dato una speranza di recupero vanificata però stamattina dalla morte celebrale. Daniele è la seconda vittima della furia omicida di cui si è reso protagonista il ghanese che ha seminato il panico nel quartiere Niguarda di Milano. 

La prima vittima del folle è stato subito il 40enne Alessandro Carolè mentre è grave anche la situazione per il 64enne, Ermanno Masini. Aggredito mentre era con il proprio cane, è finito anch'egli in coma nella notte e la sua prognosi è gravissima. Nell'aggressione vennero coinvolte altre due persone le cui condizioni però non sono preoccupanti. Nel loro caso l'aggressore cambiò arma utilizzando "solo" una spranga di ferro. Altri dettagli dell'aggressione li ha forniti lo stesso Kabobo al gip del tribunale di Milano che lo ha interrogato ed ha convalidato l'arresto. Vicina la confessione.

Picconatore 2

Picconatore folle, minacciato anche Pisapia


Picconatore folle, minacciato anche Pisapia

Milano - L'Ufficio stampa del Comune ha informato che "una lettera contenente gravi minacce di morte è stata recapitata al sindaco di Milano Giuliano Pisapia". "Il sindaco trasmetterà la lettera all'autorità giudiziaria", si specifica nel comunicato. 

La lettera è anonima, scritta a mano ed è arrivata per posta. Nel testo si fa esplicito riferimento ai tragici fatti di cronaca avvenuti nel quartiere Niguarda dove, sabato scorso, il ghanese Mada Kabobo ha ucciso tre passanti a colpi di piccone e ferito altri tre. 

Il gesto folle di Kabobo sta sollevando molte polemiche sul tema della sicurezza in città. Domenica, all'indomani della tragedia, il Pdl aveva organizzato un presidio di raccolta firme per chiedere maggiore sicurezza nel quartiere. Decine di residenti sono perciò scesi in strada di fronte al gazebo del Pdl con dei cartelli con su scritto: "Niguarda respinge indignata le provocazioni di esponenti della Lega Nord e del Pdl. Sulla tragedia non si specula. Rispetto per le famiglie delle vittime. Silenzio".

Ruby2

Ruby dice la sua: "Ad Arcore balletti 'sensuali' ma mai visto contatti fisici"

18-5-2013 1:26:18

Ruby dice la sua: "Ad Arcore balletti 'sensuali' ma mai visto contatti fisici"

Milano - 17/05/03 - Stamane Karima El Marough, detta Ruby Rubacuori, ha raccontato al Tribunale di Milano la sua versione sulle notti di Arcore. Vestita con un sobrio abito grigio, per la prima volta e' stata ascoltata in qualita' di testimone nell'ambito del processo in cui sono imputati Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora. 

"Sono arrivata ad Arcore, ed ero sorpresa di essere a casa del Presidente del Consiglio, non mi sembrava vero, era una cosa stranissima", ha detto Ruby raccontando il suo 'ingresso' a Villa San Martino il 14 febbraio 2010. Marysthelle Polanco "era travestita da Boccassini, non sapevo chi fosse all'epoca, ora lo so. Aveva una toga e una parrucca rossa", ha raccontato la ragazza. 

La soubrette ha poi raccontato dei balletti "sensuali" che si svolgevano ad Arcore, affermando che Nicole Minetti "rimase in intimo". Alcune ragazze erano travestite da infermiere sexy, altre da suore", ha aggiunto la giovane marocchina. 
Nelle serate ad Arcore si svolgevano "balli sensuali", ma "non ho mai visto contatti fisici" tra le ragazze ospiti e Berlusconi, ha aggiunto Ruby.

"Le ragazze ballavano e si avvicinavano a lui in modo sensuale e ammiccante, alcune tiravano su la gonna, ma non ho mai visto contatti". Ruby ha poi raccontato ai giudici di Milano anche i suoi primi contatti con Lele Mora. "Conoscevo dalla Sicilia l'agenzia di Lele Mora, che era molto famosa, e volevo incontrare il proprietario perche' la mia speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda", ha detto Karima. 

"Mi hanno chiesto delle foto e ho dato quelle del mio profilo Facebook - ha aggiunto - e i documenti, che ho detto di avere dimenticato. Come nome ho dato quello di Ruby, preso da una telenovela, e come cognome Eiek, che e' quello di una cantante. Come eta' - ha concluso - ho detto di avere 19 o 20 anni". 

Ruby ha poi affermato di avere detto di avere 16 anni al concorso di bellezza in Sicilia a cui partecipo' nel 2009. La giovane marocchina ha spiegato che a quel concorso c'era anche Emilio Fede ma di non avere avuto modo di fare discorsi in separata sede con lui. "Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso - ha spiegato - inventandomi il nome di un adulto perche' non avevo l'autorizzazione dei miei genitori". 

"All'ufficio casting Ruby aveva dichiarato di avere 24 anni e questo e' stato esibito agli atti", ha detto invece Lele Mora, presente all'udienza del processo Ruby, in cui e' imputato insieme a Nicole Minetti ed Emilio Fede, smentendo cosi' quanto affermato dal pm Ilda Boccassini che nella requisitoria del processo a carico di Silvio Berlusconi lo aveva indicato come una delle persone dell'entourage dell'ex premier a conoscenza della minore eta' della ragazza.

Food

Food Week riapre domani per la quinta edizione

16-5-2013 21:47:27

Food Week riapre domani per la quinta edizione

Torna a Milano per la quinta edizione di Food Week. Nove giorni di cibo no-stop e oltre 150 eventi sparsi per tutta la città volti a coinvolgere foodblogger, esperti di settore, buongustai e appassionati di cucina. La manifestazione si prefigge di esplorare il mondo dell'alimentazione e dei sapori in tutte le loro sfaccettature, con un'attenzione particolare alle nuove esigenze alimentari (come la celiachia), ai trend del momento (dalla public alla fashion kitchen), ai nuovi modi di vivere l'aperitivo (il connubio food & fashion, food & music). 

Food Week, organizzata dai Milano Food Lovers (communità di appassionati del food and wine), si presenta oggi con un programma ancora più ricco e variegato di iniziative ed eventi che celebrano l'elemento prioritario nella vita di ogni essere umano: il cibo. E la data di inizio è il 17 maggio, proprio quella del Food Revoluzion Day, la giornata mondiale promossa dallo chef inglese Jamie Oliver nel nome di una sana cultura alimentare. Affinché anche Milano possa mettere in moto, in questo senso, le sue energie attraverso il circuito tradizionale dei locali e quello nuovo delle gelaterie, dei temporary shop, delle mete preferite o inedite per l'aperitivo. 

Patrocinata dal Comune di Milano, e con Style.it e Myself come media partner, la manifestazione annovera tra i suoi main sponsor De' Longhi Group con i brand De' Longhi, Kenwood, Braun che metterà a disposizione i quattro palchi kitchen dove, nel corso della manifestazione, appassionati e professionisti si cimenteranno ai fornelli in un susseguirsi di show cooking, presentazioni e degustazioni.

Lea Garofalo

Lea Garofalo, chiesto il carcere a vita per il suo ex compagno


Lea Garofalo, chiesto il carcere a vita per il suo ex compagno

Ergastolo. E' quanto ha chiesto il sostituto pg di Milano per tre persone, tra cui Carlo Cosco, ex compagno della donna, nel processo d'appello sull' omicidio di Lea Garofalo. 

Nel processo di appello per l'omicidio di Lea Garofalo dove nel corso della requisitoria ai danni di Carlo Cosco, ex compagno della donna che è arrivato a confessare il grave delitto (il corpo è stato fatto sparire bruciandolo) si è tentato di ricostruire anche le motivazioni che possono avere spinto a un fatto così grave e su questo il pg non sembra avere dubbi. 

Secondo il magistrato infatti, Costo "nutriva un odio profondo verso di lei che l'aveva abbandonato e soffriva del disonore tipico degli ambienti criminali mafiosi". Il pm ci ha tenuto inoltre a sottolineare che la Procura non ha mai avuto niente in contrario in merito all'aggravante della finalità mafiosa che non può essere trascurato nel momento in cui si arriverà alla formulazione delle pene. 

Era quindi facilmente immaginabile la richiesta di condanna che sarebbe stata avanzata: l'accusa, infatti, ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo in primo grado per Cosco, mentre sono state chieste due assoluzioni per altrettanti imputati scagionati dalle dichiarazioni di un pentito, per cui l'accusa ha chiesto 27 anni.

Ruby

Ruby, altra stangata per Berlusconi: pm chiedono 6 anni di carcere


Ruby, altra stangata per Berlusconi: pm chiedono 6 anni di carcere

Pesante anzi pesantissima la richiesta richiesta avanzata dal pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria nel processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. Il pm ha chiesto che il premier fosse condannato a sei anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. 

La notizia ha immediatamante fatto il giro sui principali media del mondo. Nella richiesta di condanna, i due reati vanno riuniti sotto 'il vincolo della continuità normativa'. Pertanto, cinque anni riguardano il primo reato, quello di concussione, un anno il secondo, quello di prostituzione minorile. La Boccasino ha inoltre richiesto l'interdizione dai pubblici uffici del Cavaliere per sei anni. 

Silvio Berlusconi, che non ha assistito alla requisitoria, ha così commentato le parole della Boccassini: "Non mi è stato possibile ascoltare la requisitoria. Ho letto le agenzie. Che devo dire? Teoremi, illazioni, forzature, falsità ispirate dal pregiudizio e dall'odio, tutto contro l'evidenza, al di là dell'immaginabile e del ridicolo. Ma tutto è consentito sotto lo scudo di una toga. Povera Italia!". Anche Niccolò Ghedini, il legale del Cavaliere, ha stigmatizzato la richiesta di condanna: "E' una richiesta molto alta, altissima se rapportata al fatto storico contestato", ha affermato l'avvocato. 

Secondo il pm milanese, Ruby certamente si prostituiva e, ironia del caso, nella requisitoria ha ribadito l'importanza della tutela del minore contemplata in due leggi importanti, la numero 38 del febbario 2006, e quella del marzo 2008, entrambe fortemente volute dal governo Berlusconi. 

La difesa di Silvio Berlusconi parlerà il 3 giugno, mentre è stata fissata per il 24 giugno un'altra udienza per la sentenza ed eventuali prediche. Intanto Berlusconi prova a difendersi con ogni mezzo a sua disposizione: è andato in onda ieri sera, sulla rete ammiraglia di Mediaset, la trasmissione intitolata "La guerra dei vent'anni: Ruby, ultimo atto". Si è trattato di uno speciale che ha dato a Berlusconi la possibilità di esprimere la propria linea difensiva sul caso Ruby e di attaccare ancora una volta la 'magistratura politicizzata'. Anche Ruby di cui la Boccassini ha sottolineato 'la furbizia orientale', suscitando non poche polemiche, ha affermato che le cene ad Arcore non erano nulla di sconveniente ma "normalissime" e che non ha mai avuto con Berlusconi "rapporti sessuali".

picconatore

Picconatore pazzo aggredisce cinque persone per strada, un morto e due feriti gravi


Picconatore pazzo aggredisce cinque persone per strada, un morto e due feriti gravi

Follia a Milano. Ieri, intorno alle 6.30, un uomo di 31 anni, originario del Ghana, ha aggredito a colpi di piccone cinque passanti uccidendone uno e ferendone due gravemente. Altre due persone sono state ferite in modo più lieve. Le aggressioni sono iniziate in via Adriatico, zona Niguarda. 

Secondo quanto si è appreso, l'aggressore ha colpito un uomo di 64 anni alla testa ferendolo in maniera grave. Subito dopo è andato in piazza Belloveso dove si è scagliato contro un uomo di 40 anni, morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate alla testa. 

Ma non è finita. Il folle aggressore si sposta in Monte Rotondo dove aggredisce ancora un ragazzo di 21 anni, colpendolo alla nuca e alla schiena e ferendolo in maniera grave. Nel corso della sua sua pazza corsa l'uomo ha ferito in modo lieve anche altre due persone. 

I passanti hanno tentato di fermarlo e hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l'hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. Secondo le testimonianze l'aggressore avrebbe colpito le sue vittime con una folle ferocia, insistendo a colpirli anche quando erano già riversi a terra. 

L'aggressore è stato così portato in caserma per controlli, ma non aveva documenti con sé. I carabinieri lo hanno potuto comunque identificare attraverso le impronte digitali. Si tratta di un ghanese di 31 anni, che ha precedenti per resistenza, rapina, furto e stupefacenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all'espulsione. L'accusa nei suoi confronti è di omicidio e duplice tentato omicidio. In evidente stato di agitazione, parla in un inglese stentato. 

L'episodio ha fatto scoppiare polemiche anche nel mondo politico. Il segretario lombardo della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato polemicamente: "Kyenge istiga alla violenza". "I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate: Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere".

sabato 11 maggio 2013

fosso

Fosso, entra in campo anche la magistratura


Fosso, entra in campo anche la magistratura

La morte di Ezio Fogli, il pensionato di 76 anni inciampato in una buca stradale nella centrale via Ormea, diventa un caso giudiziario. L'ha aperto Raffaele Guariniello ipotizzando il reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti, sulla base dei primissimi riscontri. La deposizione ai vigili urbani di una testimone oculare e le immagini fornitegli dagli investigatori. 

È riuscito a compiere un paio di passi incerti ed è caduto andando a sbattere violentemente con la fronte contro lo spigolo di cemento del marciapiede». 

Il tipo di ferita e la testimonianza portano ad escludere che il signor Fogli sia deceduto a causa di un infarto, come si è azzardato ad anticipare nell'immediatezza della sua morte. Il magistrato ha naturalmente disposto l'autopsia incaricandone il dottor Roberto Testi che la eseguirà oggi. A questo accertamento tecnico, ovviamente decisivo, Guariniello ha affiancato la consulenza affidata ad un ingegnere del Politecnico sull'importante dettaglio del ripristino del manto stradale, a copertura della buca. 

In questi giorni è corsa ai rattoppi. I primi, visibilissimi, sono stati realizzati a copertura delle buche nelle vie intorno al Palagiustizia. A chi, ieri, ricordava a Guariniello che, per un analogo incidente mortale, la procura napoletana ha iscritto il sindaco Luigi de Magistris nel registro degli indagati per omicidio colposo, il magistrato torinese si è limitato ad osservare: «Cerchiamo di fare le cose con serietà». 

La polizia municipale gli ha riferito a spanne di un alto numero: sta ora lavorando ad un dossier che consegnerà al magistrato. Il caso mortale più recente che si ricordi è quello di una signora di origini slave, morta orrendamente sotto un jumbo tram su cui, la sera del primo dicembre scorso, tentava di salire correndo. Inciampò alla fine della piattaforma nello scalino fra cemento e terrapieno e perse l'equilibrio.

madama

"Il collezionista di meraviglie" a Palazzo Madama


"Il collezionista di meraviglie"  a Palazzo Madama

Una selezione di 85 tesori d'arte medievale e rinascimentale, acquistati a Parigi l'11 novembre 1884 dallo Zar Alessandro III per il museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, lasceranno la Russia per la prima volta, per essere esposti a Torino, a Palazzo Madama , dal 7 giugno al 13 ottobre. Il sovrano russo li pagò 5,5 milioni di franchi dell'epoca. Erano una fortuna. 

Ma non poteva farsi sfuggire l'occasione. Alexandre Petrovic Basilewsky, noto allora come il «Re dei collezionisti» europei, metteva in vendita una collezione unica al mondo: ottocento pezzi di eccezionale valore, smalti, bronzi, oreficerie e avori. 

Solo ora alcune usciranno dall'Ermitage per raggiungere Torino. È il risultato di un accordo che il sindaco Piero Fassino e l'assessore Maurizio Braccialarghe hanno siglato con l'Ermitage, rappresentato in Italia da Maurizio Cecconi. L'intesa porterà a Palazzo Madama «Il Collezionista di Meraviglie». Così si intitolerà la mostra che il Museo guidato da Enrica Pagella dedicherà «All'Ermitage di Basilewky». 

Li aveva riuniti nella sua casa al numero 31 di rue Blanche, come in un piccolo Louvre privato. Esponeva «una raccolta di opere nella loro ininterrotta sequenza, dai primi saggi di arte cristiana delle catacombe fino alle sue ultime manifestazioni». Basilewsky le aveva acquistate in tutta Europa, per dimostrare «che l'arte cristiana aveva raggiunto nel dodicesimo secolo la sua maggiore e più alta espressione». Per trasportare quei tesori in Russia lo Zar organizzò un treno speciale. Il Museo li accolse in venti sale, dove costituirono la «Sezione del Medioevo e del Rinascimento». Il mondo intero li invidiava a San Pietroburgo. 

Il gemellaggio fra i due musei non è casuale. «I Russi hanno grande stima di Torino» assicura Maurizio Cecconi. «La indicano come esempio di città che ha saputo usare la cultura per attrarre il turismo». Enrica Pagella ricorda anche un antico contatto fra Palazzo Madama e la collezione Basilewsky: «Si tratta di un grandioso candelabro in maiolica rinascimentale di Urbino, che verrà esposto in mostra. Tornerà a Torino dove Emanuele d'Azeglio nell'Ottocento lo aveva venduto al grande collezionista russo».

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Da giugno a Palazzo Madama, L'Ermitage

Smalti, bronzi, oreficerie, maioliche, vetri, avori. Più di 80 opere di arte decorativa dal Medioevo al Rinascimento, già della raccolta di Alexandre Basilewsky, saranno esposte dal 7 giugno a Palazzo Madama nella mostra "Il Collezionista di Meraviglie. L'Ermitage di Basilewsky". Per la prima volta gli oggetti creati a Limoges o sul Reno, ad Amalfi o in Roma antica

Una selezione di 85 tesori d'arte medievale e rinascimentale, acquistati a Parigi l'11 novembre 1884 dallo Zar Alessandro III per il museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, lasceranno la Russia per la prima volta, per essere esposti a Torino, a Palazzo Madama , dal 7 giugno al 13 ottobre. Il sovrano russo li pagò 5,5 milioni di franchi dell'epoca. Erano una fortuna. 

Ma non poteva farsi sfuggire l'occasione. Alexandre Petrovic Basilewsky, noto allora come il «Re dei collezionisti» europei, metteva in vendita una collezione unica al mondo: ottocento pezzi di eccezionale valore, smalti, bronzi, oreficerie e avori. 

Solo ora alcune usciranno dall'Ermitage per raggiungere Torino. È il risultato di un accordo che il sindaco Piero Fassino e l'assessore Maurizio Braccialarghe hanno siglato con l'Ermitage, rappresentato in Italia da Maurizio Cecconi. L'intesa porterà a Palazzo Madama «Il Collezionista di Meraviglie». Così si intitolerà la mostra che il Museo guidato da Enrica Pagella dedicherà «All'Ermitage di Basilewky». 

Li aveva riuniti nella sua casa al numero 31 di rue Blanche, come in un piccolo Louvre privato. Esponeva «una raccolta di opere nella loro ininterrotta sequenza, dai primi saggi di arte cristiana delle catacombe fino alle sue ultime manifestazioni». Basilewsky le aveva acquistate in tutta Europa, per dimostrare «che l'arte cristiana aveva raggiunto nel dodicesimo secolo la sua maggiore e più alta espressione». Per trasportare quei tesori in Russia lo Zar organizzò un treno speciale. Il Museo li accolse in venti sale, dove costituirono la «Sezione del Medioevo e del Rinascimento». Il mondo intero li invidiava a San Pietroburgo. 

Il gemellaggio fra i due musei non è casuale. «I Russi hanno grande stima di Torino» assicura Maurizio Cecconi. «La indicano come esempio di città che ha saputo usare la cultura per attrarre il turismo». Enrica Pagella ricorda anche un antico contatto fra Palazzo Madama e la collezione Basilewsky: «Si tratta di un grandioso candelabro in maiolica rinascimentale di Urbino, che verrà esposto in mostra. Tornerà a Torino dove Emanuele d'Azeglio nell'Ottocento lo aveva venduto al grande collezionista russo».

droga

Commercio di droga internazionale, 19 arrestati


Commercio di droga internazionale, 19 arrestati

I Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Torino hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torino, nei confronti di 17 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. 

L'operazione ha permesso ai militari di sgominare un "locale" della 'ndrangheta, operante nell'hinterland torinese che si occupava anche di gestire un traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra la Spagna e l'Italia. 

Nello stesso contesto la Squadra Mobile di Torino ha operato ulteriori 2 arresti di persone risultate in contatto con l'organizzazione criminale. 

Talluto, oltre a svelare la sua appartenenza alla 'ndrangheta, quale esponente della struttura territoriale chiamata "locale di Giaveno", ne ha indicato i presunti reggenti. Si tratta di Giuseppe Mirabella, con carica di "capo locale" e Salvatore Magnis, con la carica di "capo società", quest'ultimo già sotto processo a Torino per altri fatti, noto nell'ambiente criminale da anni per rapine ed estorsioni.

Brescia

Brescia teatro di scontri tra sostenitori di Berlusconi e i centri sociali


Brescia teatro di scontri tra sostenitori di Berlusconi e i centri sociali

Il centro di Brescia è stato teatro di momenti di tensione e scontri tra sostenitori di Berlusconi ed alcuni esponenti di sinistra. Questa sera, infatti, in piazza del Duomo, è previsto il comizio di Silvio Berlusconi. Alcuni esponenti e sostenitori del Pdl, mentre si stavano recando in piazza, sono stati insultati e aggrediti verbalmente al grido di "ladri, ladri, ladri" e "in galera, in galera". 

La polizia ha bloccato e tenuto a distanza alcuni esponenti dei centri sociali, anche loro diretti verso la piazza. Sono seguiti insulti, spintoni e grida. Poi la situazione è rientrata. 

Un militante del Pdl è stato colpito con pugni e calci e si è presentato ai cronisti con il volto sanguinante. 
Per il vicecapogruppo al Senato Maurizio Gasparri le contestazioni sono "frutto di maleducazione da parte di persone che hanno il cervello marcio", dopo le contestazioni da lui subite all'arrivo in un albergo al centro di Brescia.

Orticola

Ritorna Orticola, dal 10 al 12 Maggio presso i Giardini Pubblici Indro Montanelli

10-5-2013 23:33:5

Ritorna Orticola, dal 10 al 12 Maggio presso i Giardini Pubblici Indro Montanelli

Anche quest'anno, dal 10 al 12 maggio, presso i Giardini Pubblici Indro Montanelli di Via Palestro, andrà in scena Orticola. 
La mostra mercato anche quest'anno promuoverà la cultura del giardinaggio con eventi e incontri per adulti e bambini. 

Piante insolite, i segreti e le idee per piccoli spazi saranno le novità di questa 18a edizione. Interessante il progetto "MiColtivo, Orto a Scuola", dedicato a studenti e famiglie, che incoraggia una alimentazione sana ed equilibrata attraverso orti permanenti progettati dai bambini nei cortili scolastici, un mercatino dei prodotti, preparazione di ricette e lezioni a tema. 

Il 29 aprile, infine, è stato lanciato il blog "Io e Orticola", in collaborazione con "IO Donna" ed Eberhard & Co., che premierà la vivaista più appassionata con un orologio, ovviamente Eberhard.

il Cavaliere Incastrato

Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione dalla corte d'Appello


Mediaset, Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione dalla corte d'Appello

Milano - Nel processo Mediaset, Silvio Berlusconi è stato condannato anche in appello. Confermato il primo verdetto: 4 anni di reclusione, cinque di interdizione dai pubblici uffici e per tre dal dirigere ogni società, oltre ad una provvisionale da 10 milioni. Dopo quasi sei ore di camera di Consiglio, a sera inoltrata, i giudici di secondo grado confermano in tutto la prima sentenza (confermata anche l'assoluzione per il presidente Mediaset Confalonieri, insieme ad altre due; e le condanne, tra gli altri, pure del produttore tv Frank Agrama). 

Il Cavaliere è ritenuto colpevole di una frode fiscale da 7 milioni nella compravendita nel 2002/2003 dei diritti tv, per creare fondi neri. Se con l`indulto il carcere si riduce ad un solo anno, a preoccupare il Cavaliere è soprattutto quella pena accessoria, dalle evidenti ricadute politiche: in caso di condanna definitiva infatti, dopo la Cassazione la giunta di Palazzo Madama dovrebbe votare la decadenza di Berlusconi dallo scranno di senatore. 

La condanna però rischia di andare in prescrizione, visto che il processo va avanti da 10 anni e, inoltre, incombe anche l`incognita della Consulta, chiamata a decidere sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2010 da Palazzo Chigi, per un legittimo impedimento non riconosciuto all`allora premier. La difesa di Berlusconi aveva chiesto un nuovo stop, ma la Corte è andata dritta a sentenza. Perché "quella pronuncia ora - spiegano i giudici - non è decisiva". E` "la forza delle prevenzione che è andata al di là della forza dei fatti", si infuria l`avvocato Nicolò Ghedini, che non vede però a rischio la tenuta del governo. "E` una pessima sentenza, che ci aspettavamo", chiosa. Col pensiero già rivolto alla Cassazione.

ladri

Fondazione Maugeri, Formigoni rinviato a giudizio


Fondazione Maugeri, Formigoni rinviato a giudizio

Milano - Nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri, la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e per altre 11 persone. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. 

Il neo presidente della commissione Agricoltura del Senato deve rispondere del "sistema Daccò" sia per i soldi ricevuti dalla Fondazione Maugeri sia per quelli del San Raffaele. 
Secondo le accuse, le tangenti pagate dalla Maugeri ai "facilitatori" Daccò e Simone ammonterebbero a circa 80 milioni di euro, di cui 8, comprese utilità varie, sono contestati direttamente a Formigoni. 

Tra gli altri coinvolti ci sono il faccendiere Pierangelo Daccò, Carlo Lucchina, Alberto Perego, amico di lunga data di Formigoni, Antonio Simone ex assessore lombardo alla Sanità, Mario Cannata, Gianfranco Parricchi, Carlo Farina, Paolo Enrico Mondia, Maria Alessandra Massei, Nicola Maria Sanese, storico segretario dell'ex governatore lombardo e Carla Vites.

berlusca

Scacco a Berlusconi, rimangono a Milano i processi per i quali è imputato


Scacco a Berlusconi, rimangono a Milano i processi per i quali è imputato

Milano - Colpo a Silvio Berlusconi. Restano a Milano i processi diritti tv Mediaset e Ruby, che vedono imputato l'ex premier. Lo ha deciso oggi la sesta sezione penale della corte di Cassazione, negando l'istanza di trasferimento dei procedimenti a Brescia per legittima suspicione avanzata dalla difesa. 

Il leader del Pdl dovrà presentarsi in aula il prossimo 13 maggio nell'ambito del processo Ruby, dove è imputato in primo grado per concussione e prostituzione minorile. 

Quanto all'appello Mediaset, la prossima udienza è prevista per mercoledì. In primo grado Berlusconi è stato condannato a quattro anni reclusione per frode fiscale e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

Vota Nessuno

Roma, irruzione nel gazebo del candidato sindaco Marino


Roma, irruzione nel gazebo del candidato sindaco Marino

Roma - Aggressione politica stamane nel gazebo del candidato a sindaco di Roma Ignazio Marino, in piazza Bologna. Alcune persone, pare una decina, con il volto coperto da una maschera bianca, che si definisco appartenenti al Comitato "Vota Nessuno", movimento di studenti e precari, si sono introdotti nel gazebo e hanno fatto irruzione. 

I manifestanti, secondo quanto si apprende, hanno insultato ed anche aggredito con qualche spintone una ragazza volontaria che era al momento li' presente. Poi prima di andarsene hanno lanciato nel gazebo dei volantini con su scritto 'Il 26 e 27 maggio vota nessuno'. 

«Interrotto tour Municipio XIV. Distrutto il nostro gazebo a Piazza Bologna, aggredita nostra volontaria da incappucciati. Sto andando lì». Lo scrive su twitter il candidato sindaco Ignazio Marino. Il Comitato Ignazio Marino Sindaco, in una nota, «condanna qualsiasi forma di violenza e di intimidazione».

crisi boia

Continua l'eccidio della crisi, imprenditore si impicca nell'avellinese


Continua l'eccidio della crisi, imprenditore si impicca nell'avellinese

Avellino - E la crisi colpisce ancora! Un altro imprenditore non ha retto alle difficolta' economiche e si e' tolto la vita impiccandosi nei pressi della sua abitazione. Nicola Pegna, 51 anni, titolare di una trentennale attivita' di vendita di mobili a Savignano Irpino (Avellino), ha tentato in questi anni di difendere dalla crisi l'azienda di famiglia, uno show room di cinquemila mq sulla Statale "90 delle Puglie". Crisi che ha progressivamente ridotto le vendite fino quasi ad azzerarle causando cosi' un forte indebitamento nei confronti dei fornitori. 

L'imprenditore, sposato con tre figli, era molto stimato nel circondario ed era stato tra i promotori del comitato che si e' battuto per la riapertura della Statale 90, rimasta bloccata per cinque anni da una frana, le cui conseguenze avevano messo a dura prova le attivita' commerciali e imprenditoriali della Valle del Cervaro. 

Con il ripristino della circolazione sull'unica arteria che collega l'Irpinia alla provincia di Foggia, l'azienda di Pegna si era faticosamente rimessa in moto ma nel frattempo le sofferenze economiche accumulate, insieme alla forte contrazione dei clienti, ha portato il mobilificio sull'orlo del fallimento. La comunita' di Savignano Irpino e' rimasta sconvolta alla notizia del suicidio. Il sindaco, Oreste Ciasullo, ricorda Pegna come "un imprenditore coraggioso, che prima di essere sopraffatto dalla disperazione non ha mai smesso di lottare con tutte le sue forze per difendere il patrimonio di laboriosita' e onesta' ereditato dalla famiglia".