Picconatore pazzo aggredisce cinque persone per strada, un morto e due feriti gravi
Follia a Milano. Ieri, intorno alle 6.30, un uomo di 31 anni, originario del Ghana, ha aggredito a colpi di piccone cinque passanti uccidendone uno e ferendone due gravemente. Altre due persone sono state ferite in modo più lieve. Le aggressioni sono iniziate in via Adriatico, zona Niguarda.
Secondo quanto si è appreso, l'aggressore ha colpito un uomo di 64 anni alla testa ferendolo in maniera grave. Subito dopo è andato in piazza Belloveso dove si è scagliato contro un uomo di 40 anni, morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate alla testa.
Ma non è finita. Il folle aggressore si sposta in Monte Rotondo dove aggredisce ancora un ragazzo di 21 anni, colpendolo alla nuca e alla schiena e ferendolo in maniera grave. Nel corso della sua sua pazza corsa l'uomo ha ferito in modo lieve anche altre due persone.
I passanti hanno tentato di fermarlo e hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l'hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. Secondo le testimonianze l'aggressore avrebbe colpito le sue vittime con una folle ferocia, insistendo a colpirli anche quando erano già riversi a terra.
L'aggressore è stato così portato in caserma per controlli, ma non aveva documenti con sé. I carabinieri lo hanno potuto comunque identificare attraverso le impronte digitali. Si tratta di un ghanese di 31 anni, che ha precedenti per resistenza, rapina, furto e stupefacenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all'espulsione. L'accusa nei suoi confronti è di omicidio e duplice tentato omicidio. In evidente stato di agitazione, parla in un inglese stentato.
L'episodio ha fatto scoppiare polemiche anche nel mondo politico. Il segretario lombardo della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato polemicamente: "Kyenge istiga alla violenza". "I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate: Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere".
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