Carceri, Italia impugna sentenza Ue
Roma - La Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo a gennaio aveva condannato l'Italia per trattamento inumano e degradante di 7 detenuti, dando al Paese un anno per migliorare le condizioni del sistema carcerario. Ieri il Governo ha impugnato la sentenza, depositando un ricorso in tal senso.
Secondo il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) Giovanni Tamburino, lo scopo dell'Esecutivo sarebbe in realtà quello di guadagnare tempo nell'adeguamento degli istituti di pena italiani agli standard europei. Difficilmente infatti l'Italia si aspetta che la sentenza venga riscritta.
L'Italia - ha specificato Tamburino - «non è sopra la media europea per tasso carcerario, ossia nel rapporto tra numero di detenuti e numero di abitanti. Il problema è la dotazione delle strutture carcerarie: dal 2008 si è superato il limite di allarme statistico che è di 130 presenze ogni 100 posti. E si può risolvere in tempi ragionevoli solo se si rispettano alcune condizioni».
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