Sant'Ambrogio gremita per l'ultimo saluto a Enzo Jannacci
Milano - Dalla basilica di Sant'Ambrogio, con una toccante omelia, ricca di citazioni delle sue canzoni, cosi' come le intenzioni di preghiera recitate subito dopo, il saluto di tutta Milano a Enzo Jannacci.
C'è stata anche una breve apparizione anche di Adriano Celentano. Nonostante la città non fosse ancora del tutto piena, a causa dell'ultimo giorno delle vacanze pasquali, sono stati centinaia i milanesi che hanno voluto salutare per l'ultima volta il cantautore scomparso venerdì scorso a 77 anni.
La Basilica era gremita in ogni dove, anche nelle navate laterali e nel cortile esterno con la messa diffusa da altoparlanti. Sull'altare, oltre ai gonfaloni delle istituzioni locali, esposto anche lo stendardo del Milan, la squadra del cuore di Jannacci.
Breve apparizione Celentano: il "Molleggiato" ha lasciato la chiesa poco prima che il celebrante concludesse l'omelia. "C'è troppa gente, ma è giusto così" sono state le uniche parole pronunciate dal cantante.
Enzo Jannacci era uno di quei "poeti" di cui ha tanto bisogno la carità per "riportarci all'essenziale". Con queste parole Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana, ha ricordato Jannacci durante l'omelia. Un riferimento, in particolare alla sua attenzione per gli "ultimi" e alla rivista della Caritas "Scarp del tenis" che prende il nome da un brano di Jannacci.
"Non so quanto Enzo fosse consapevole di questo suo successo - ha continuato Davanzo - ma la carità ha bisogno di poeti e Enzo lo è stato". La gente gli voleva bene "perché non si poteva non voler bene a chi ha dato la voce a chi non ce l'ha, ai tanti anonimi sconfitti come il sordo e cieco che faceva il palo nella banda dell'Ortica. Ci ha lasciati nei giorni di Pasqua per dirci che questa vita potrebbe essere vissuta in modo diverso prendendoci cura anche di chi nessuna si cura".Milano - Dalla basilica di Sant'Ambrogio, con una toccante omelia, ricca di citazioni delle sue canzoni, cosi' come le intenzioni di preghiera recitate subito dopo, il saluto di tutta Milano a Enzo Jannacci.
C'è stata anche una breve apparizione anche di Adriano Celentano. Nonostante la città non fosse ancora del tutto piena, a causa dell'ultimo giorno delle vacanze pasquali, sono stati centinaia i milanesi che hanno voluto salutare per l'ultima volta il cantautore scomparso venerdì scorso a 77 anni.
La Basilica era gremita in ogni dove, anche nelle navate laterali e nel cortile esterno con la messa diffusa da altoparlanti. Sull'altare, oltre ai gonfaloni delle istituzioni locali, esposto anche lo stendardo del Milan, la squadra del cuore di Jannacci.
Breve apparizione Celentano: il "Molleggiato" ha lasciato la chiesa poco prima che il celebrante concludesse l'omelia. "C'è troppa gente, ma è giusto così" sono state le uniche parole pronunciate dal cantante.
Enzo Jannacci era uno di quei "poeti" di cui ha tanto bisogno la carità per "riportarci all'essenziale". Con queste parole Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana, ha ricordato Jannacci durante l'omelia. Un riferimento, in particolare alla sua attenzione per gli "ultimi" e alla rivista della Caritas "Scarp del tenis" che prende il nome da un brano di Jannacci.
"Non so quanto Enzo fosse consapevole di questo suo successo - ha continuato Davanzo - ma la carità ha bisogno di poeti e Enzo lo è stato". La gente gli voleva bene "perché non si poteva non voler bene a chi ha dato la voce a chi non ce l'ha, ai tanti anonimi sconfitti come il sordo e cieco che faceva il palo nella banda dell'Ortica. Ci ha lasciati nei giorni di Pasqua per dirci che questa vita potrebbe essere vissuta in modo diverso prendendoci cura anche di chi nessuna si cura".
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